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Posted by anpibazzano su 13/11/2010

Cenni storici dall’archivio web  La strage di MONTE SOLE

Cerpiano | 29 settembre 1944

Durante la guerra Cerpiano diventa un punto di riferimento per la zona alta della parrocchia di Casaglia, soprattutto in seguito all’arrivo di varie famiglie sfollate da Murazze e Gardelletta , borghi situati lungo la valle del Setta e quindi più esposti a bombardamenti e rastrellamenti. Il piccolo nucleo si compone di una casa colonica, della casa padronale (un edificio più imponente denominato “Palazzo”) e di un oratorio dedicato agli angeli custodi. Tutt’intorno si estendono boschi e campi coltivati, con ampi vigneti e filari di ciliegi.
A Cerpiano ha sede una pluriclasse elementare e si è da poco trasferito l’asilo di Gardelletta, gestito dalla suora orsolina Antonietta Benni, e insieme ai bambini nel paese sono arrivate anche le loro mamme, spesso portandosi dietro anche le nonne e i nonni. La cantina del “Palazzo” si trasforma in un rifugio per tutti: in una sala viene allestito con dei materassi un gran letto per mettere a dormire tutti i bambini. Tra le famiglie sfollate c’è quella dei Pirini, che hanno lasciato Murazze, occupata dai tedeschi, per andare incontro a una tragica fine (si salvano soltanto il capofamiglia Filippo Pirini e due nipoti, Francesco e Livia Pirini, gravemente ferita nel massacro del cimitero di Casaglia).

Il 29 settembre 1944, quando ha inizio il rastrellamento, gli uomini si nascondono nei boschi. Le SS, giunte a Cerpiano, fanno entrare una cinquantina di donne e bambini nel piccolo oratorio attiguo alla casa, poi iniziano a gettare dalla finestra e dalla porta delle bombe a mano che lacerano i poveri corpi. Chi tenta di uscire viene falciato, chi si lamenta viene freddato con un colpo ravvicinato. Sotto i cadaveri si salvano Antonietta Benni e due bambini, Paola Rossi e Fernando Piretti.
La mattina del 30 settembre 1944, visto che non sono ancora tutti morti, le SS entrano nell’oratorio e dicono: “Tra 20 minuti tutti kaputt!” e riprendono a sparare, poi passano in mezzo ai cadaveri depredandoli degli oggetti personali. Passano anche vicino alla Benni, che si finge morta. Tra i cadaveri e i feriti agonizzanti, i tre sopravvissuti restano in silenzio sino a sera, senza poter fuggire perché i tedeschi fanno la guardia. Vengono infine posti in salvo da un giovane di Vado, che si accosta alla carneficina dopo che i tedeschi si sono allontanati. Il 2 ottobre Massimiliano Piretti, che tra i morti ha la moglie, una figlia e molti parenti, e Luigi Massa procedono alla sepoltura dei corpi in una fossa comune vicino all’oratorio.
Antonietta Benni ha rievocato quei tragici momenti in un dettagliato memoriale redatto nel 1945 da Mary Romagnoli Toffoletto per il cardinale bolognese Giovanni Battista Nasalli Rocca.  

Di seguito la testimonianza della educatrice Orsolina Antonietta Benni (file in PDF)

RELAZIONE DI ANTONIETTA BENNI- Autunno 1945

< Potete scaricare il file anche nella sezione DOCUMENTI del nostro sito >

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